Molti settori non hanno subito adottato l'IA, ma ce n'è uno in particolare i cui professionisti si interrogano costantemente sulle implicazioni etiche del suo utilizzo a lavoro: quello della scrittura.
Mentre alcuni scrittori sono scettici sull'IA (o si rifiutano categoricamente di usarla), altri, come l'esperta scrittrice freelance Jennifer Goforth Gregory, la stanno accogliendo a braccia aperte, creando e mantenendo un proprio codice etico personale sull'uso di questa tecnologia.
"Sono sempre stata positiva nei confronti dell'[IA] e ho sempre pensato che, alla fine, ci renderà ancora più preziosi di prima", afferma Gregory. "Non ho mai fatto parte della fazione di chi vedeva tutto nero."
Ecco tre cose che Gregory ritiene vere sull'IA:
- L'IA non è una novità. In realtà, Jennifer scrive di questa tecnologia per i suoi clienti da quasi un decennio.
- Attualmente ci troviamo in una "fase di transizione caotica" dell'adozione dell'IA: il momento ideale per sperimentare e "smanettare". Questo è anche il momento perfetto per definire la propria comfort zone e gli standard etici sull'uso di questa tecnologia.
- Gli scrittori che si buttano e sperimentano ora sono quelli che hanno più probabilità di avere successo quando il polverone si sarà calmato.
Con oltre 30 anni di esperienza come B2B technology writer, Gregory ha lavorato con brand di punta tra cui Lenovo, Google, Dell e Microsoft, occupandosi di IA, cybersecurity, IoT, cloud, trasformazione digitale e storage.
Gregory fa anche formazione e mentoring per gli scrittori freelance nei suoi libri, corsi e il gruppo Facebook da quasi 10.000 membri, The Freelance Content Marketing Writer.
Adottare la «mentalità dell’inventore» con l’IA
La posizione definitiva di Gregory sull'uso dell'IA come scrittrice freelance è chiara: "È una cosa positiva e dobbiamo imparare a usarla in modo responsabile ed etico."
A differenza di molti scrittori freelance che si sono avvicinati all'IA con paura e trepidazione (Gregory ci svela che perdere i clienti a causa dell'IA è un tema caldo nel suo gruppo Facebook), lei è sempre stata a favore dell'intelligenza artificiale.
Gli scrittori che sopravviveranno a questo enorme cambiamento nel nostro settore adotteranno quella che Gregory chiama la "mentalità dell'inventore".
Il concetto è semplice: prova qualcosa di nuovo nella tua attività e vedi cosa funziona. Se funziona, continua a farlo. Se non funziona, vai avanti e non considerarlo un fallimento.
"Di solito un inventore non parte da un'idea già del tutto formata, ma da un concetto", scrive su LinkedIn Jennifer. "Sperimentano con questo, poi sperimentano con quello. Poi arriva l'illuminazione e si fanno altre sei modifiche finché non si ottiene ciò che si vuole. Alla fine si arriva a un risultato, ma di solito è completamente diverso da quello che ci si aspettava all'inizio."
Di recente Gregory ha lanciato una serie su LinkedIn chiamata Tinkering Tuesdays (i martedì dello "smanettamento"), in cui incoraggia le persone a provare qualcosa di nuovo nel proprio lavoro senza paura di fallire.
"In breve, il modo migliore per reinventarti nell'era dell'IA è darti il permesso di provare cose nuove senza considerarle un fallimento, ma piuttosto parte del processo", scrive.
"È ora che gli scrittori si facciano meno problemi sull'IA."
La caotica fase di transizione in cui ci troviamo ora è il momento perfetto per adottare la mentalità dell'inventore e iniziare a sperimentare.
"La situazione è in continua evoluzione e, come scrittori, dobbiamo restare al passo con i tempi. Sono fermamente convinta che, in futuro, chi scrive dovrà comprendere, usare ed essere consapevole dell'etica dell'IA per avere successo", ci rivela Gregory. "Non è qualcosa che possiamo ignorare."
Accogliere l’IA a braccia aperte: difendere il valore degli scrittori umani
Ecco il motivo principale per cui Gregory non teme che l'IA prenda il posto degli scrittori umani:
"Un mondo in cui tutto è scritto dall'IA sarebbe davvero noioso e terribile."
"La voce umana, la prospettiva umana spiccheranno ancora di più", condivide, notando la netta e visibile differenza tra i contenuti creati dagli esseri umani e quelli creati dall'IA.
Tuttavia, Gregory avverte che in questo momento siamo nel bel mezzo della "fase brutta", e che alla fine arriveremo al punto in cui esseri umani e IA lavoreranno meglio insieme.
"Molte aziende stanno cercando di capire come integrare l'[IA], e questo spesso si traduce nell'usarla per molte più cose rispetto a quelle per cui la impiegheranno effettivamente nel lungo termine", spiega.
Inoltre, Gregory consiglia ai freelance di cercare tipologie di incarichi e argomenti che l'IA non può sostituire, nemmeno nel breve termine.
"Ad esempio, per quanto mi riguarda, di recente mi sono concentrata su tecnologie emergenti che non esistono ancora, quindi sto intervistando gli esperti che le stanno creando", afferma.
Un'ottima intuizione: l'IA non può essere d'aiuto con ciò che ancora non conosce, rendendo Gregory ancora più preziosa come scrittrice e raccoglitrice umana di informazioni.
Approcciarsi alla scrittura freelance e all’IA tenendo a mente l’etica
Dopo essersi occupata di IA negli ultimi 10 anni e averla utilizzata in prima persona per task legati al suo ruolo di scrittrice, Gregory ha un limite invalicabile che non ha mai oltrepassato e che non oltrepasserebbe mai senza il consenso esplicito del cliente: usarla per scrivere.
Gregory preferisce usare vari strumenti di IA per fare ricerche e per sprigionare la sua creatività.

Guida dello scrittore sull'uso (etico) dell'IA:
- Spunti iniziali: brainstorming su come approcciare i contenuti
- Scalette "imperfette": sezioni e header da editare
- Ricerca: individuare le fonti (ma ricordandosi sempre di verificarle)
- Pitching: suggerire angolazioni alternative da proporre agli editor
Per la creatività: brainstorming, scalette e titoli

Il flusso di lavoro di Gregory è un approccio «Immagina» da manuale. Scopri di più sulla Triade del marketing ad alte prestazioni (in inglese).
Qualsiasi scrittore tormentato da un Google Doc vuoto sa che la parte più difficile di un incarico è iniziare, e per Gregory l'IA è il punto di partenza perfetto per qualsiasi progetto.
"Uso l'[IA] per aiutarmi a essere più creativa", spiega. Gregory paragona l'uso di ChatGPT al modo in cui usava Google per fare brainstorming e ricerche prima dell'esistenza degli LLM. "La uso molto come farei con Google, per farmi venire delle idee. Ma non faccio mai "copia e incolla" da Google alla mia bozza."
"Va contro il mio codice etico personale, a meno che il cliente non abbia richiesto specificamente un contenuto generato dall'IA."
Il 63% dei professionisti del marketing la usa per farsi aiutare a "immaginare" nuove campagne. Scopri di più sull'uso attuale dell'IA nel nostro report: 13 Hours Back (in inglese).
Molti dei clienti con cui lavora Gregory ci tengono tantissimo a questo aspetto; alcuni le hanno fatto firmare un modulo in cui dichiara che non consegnerà contenuti generati dall'IA spacciandoli per propri. Gregory spiega che usa l'IA per farsi aiutare a scovare idee e angolazioni per le sue storie. Proprio come farebbe con Google, approfondisce l'argomento attraverso le sue ricerche.
"Ciò che leggo mi ispira; accende la mia creatività, la mia curiosità", spiega. "E molto spesso è così che poi uso i miei pensieri per creare un taglio unico."
Oltre a usare l'IA per preparare i pitch e per l'ideazione, Gregory ha sperimentato l'uso di ChatGPT per creare la scaletta di un pezzo.
"Un cliente in particolare mi ha incoraggiata a usarla per le scalette", ricorda. "La usavo per elaborare le strutture di base, i titoli principali, e poi le sezioni e i punti da includere al loro interno. Scrivevo tutto partendo da lì, e poi ci ritornavo e modificavo il testo", condivide.
Molti scrittori faticano con i titoli, e anche Gregory si è scontrata con questo problema. Trova utile fare brainstorming su titoli e sottotitoli usando ChatGPT, anche se non prende mai alla lettera il suggerimento, ma lo usa come spunto. A volte combina diverse opzioni o l'output le fa venire nuove idee.
💡Applicazione nella vita reale: "Se devo preparare dei pitch, chiedo all'IA: 'Quali sono i trend nel cloud computing? Quali sono le sfide più grandi che i business leader stanno affrontando con l'IA?' Da lì, non credo di aver mai preso nulla di ciò che ne esce così com'è, ma lo uso per stimolare la mia creatività, proprio come si farebbe seduti con un collega a fare brainstorming."
La fase della ricerca
Dopo aver stabilito l'angolazione per la sua storia, Gregory si rivolge all'IA (di solito Perplexity) per farsi aiutare nella ricerca.
Una precisazione importante: Gregory non prende mai una statistica o un dato di ricerca dall'IA senza verificarne la fonte originale.
"Non prendo mai nulla di ciò che dice come verità assoluta", confessa. "La vedo un po' come una pagina di Wikipedia. Tutti gli scrittori ci vanno per trovare [informazioni] e idee, ma controlliamo sempre le fonti canoniche. Niente di quello che è scritto viene preso come un dato di fatto."
Gregory afferma che l'IA è particolarmente utile per raccogliere statistiche per un pezzo, un compito che altrimenti richiederebbe molto più tempo. Dopo aver ottenuto le statistiche di cui ha bisogno, fa sempre riferimento al sondaggio o al report originale per verificarne i dati.
💡Applicazione nella vita reale: "Di recente ho lavorato a un articolo in cui sapevo che le mie affermazioni fossero corrette, dato che scrivo per questo settore da tantissimo tempo, ma avevo bisogno di fonti per supportarle. Dovevo inserire il link a un articolo che riportasse i fatti su ciò che sta accadendo nel settore, e sono riuscita a usare l'[IA] anche per questo."
La parola d’ordine: flessibilità
In sostanza, Gregory segue sempre alla lettera tutte le linee guida o le policy stabilite dai suoi clienti riguardo all'uso dell'IA.
Poiché la tecnologia è in continua evoluzione, la scrittrice afferma che la flessibilità e il tentativo di stare al passo con lo sviluppo di nuove competenze è fondamentale.
"La situazione si sta ancora evolvendo e io rimango totalmente flessibile", afferma. "Sto usando ogni progetto su cui lavoro per formare le mie opinioni e i miei piani d'azione."
Inizia a usare l'IA e il marketing autonomo: Leggi "Introduzione al Marketing Autonomo", parti da zero e scopri come ampliare il tuo stile creativo usando gli strumenti di IA.







