Ecco come non finire in blacklist

Se utilizzi l’email marketing per raggiungere i tuoi clienti abituali e potenziali, saprai che esiste l’eventualità che il tuo indirizzo email venga inserito in una email blacklist. Si tratta di un problema comune per chi utilizza la posta elettronica per promuovere la propria attività, ma non per questo è irrisolvibile. 

In questo articolo scoprirai che cosa significa finire in una email blacklist, quali pratiche adottare affinché non accada e come gestire la situazione se invece capita.

Cosa sono le email blacklist nell’email marketing?

Sai cos’è una lista nera? Nella vita di tutti i giorni potresti aver sentito questo termine in diversi ambiti, anche se ci auguriamo che tu non ne abbia avuto esperienza diretta. 

Chi finisce in una lista nera fa parte di un elenco di persone a cui, per esempio, non è consentito partecipare a determinati eventi o che non possono entrare in un certo locale. Nell’email marketing accade qualcosa di simile: l’indirizzo IP collegato a quello di posta elettronica da cui mandi i tuoi messaggi viene inserito in una blacklist (o blocklist) che viene continuamente aggiornata. Di conseguenza diventa impossibile per le tue email raggiungere i destinatari: gli sforzi da te profusi per ottenere conversioni o vendite sono vanificati e la tua reputazione subisce un duro colpo. 

Ma per fortuna nulla (o quasi) è per sempre, nemmeno il blacklisting: scopri nelle prossime righe come funziona, come evitare di entrarci e come uscirne se ci sei già finito dentro.

Come funziona una blacklist?

Ogni giorno, accadrà certamente anche a te, gli utenti di posta elettronica ricevono centinaia e centinaia di email: possono essere email di lavoro, email promozionali o DEM, come nel caso dell’email marketing b2b o b2c, oppure messaggi opera di spammer, che inviano comunicazioni non autorizzate, email truffaldine e virus. Per evitare l’invio di messaggi indesiderati sono state create le blacklist, ovvero delle banche dati costantemente aggiornate che includono i mittenti associati a contenuti di spam, phishing e simili.

Le blacklist funzionano sulla base di due criteri: :

  • Nome di dominio: sono contrassegnati come spammer gli indirizzi che includono un determinato domain name, previa segnalazione degli utenti attraverso i propri filtri antispam;
  • Ip address: in questo caso sono gli indirizzi IP inclusi nella lista ad essere classificati come fonte di spam.

Chi crea le blacklist?

Le liste nere, dette anche blacklist o blocklist, vengono create e utilizzate dagli ISP o email service provider di posta elettronica come Gmail, Yahoo o Outlook, per citarne alcuni. Alcuni fornitori di servizi utilizzano più blacklist contemporaneamente, altri ne consentono la creazione all’utente (in genere tutti consentono di classificare la posta indesiderata). Non solo: esistono dei fornitori pubblici di blocklist che monitorano costantemente la propria banca dati per difendersi da mittenti sospetti. Anche firewall e antivirus offrono un’ulteriore filtro di difesa che si unisce a quello del server di posta.

Come si finisce in blacklist?

Speriamo tu non abbia mai dovuto vivere quest’esperienza, ma certamente saprai che spesso si scopre di essere finiti in una lista nera quando si riceve un messaggio di errore. Tecnicamente, l’inclusione in lista nera può avvenire se un messaggio viene classificato come spam oppure per l’azione di strumenti noti come spamtrap. Vediamo nel dettaglio queste opzioni.

Segnalazione come spam

Il destinatario di un’email può segnalare il mittente o il messaggio come spam al proprio email server per non ricevere più comunicazioni da quell’indirizzo. Può capitare se le email inviate vengono percepite come nocive o fastidiose, se l’utente non ricorda di essersi iscritto alla mailing list o se la sua casella di posta è sempre piena, rendendolo così mal disposto verso i nuovi messaggi in arrivo.

Bounce

Il bounce, letteralmente “rimbalzo”, si verifica quando un mittente o messaggio vengono classificati come spam e l’email viene rispedita al mittente. Se questo inizia ad avvenire con frequenza, ci saranno conseguenze negative sulla email deliverability, ovvero sul tasso di messaggi spediti, e quindi sui risultati delle tue campagne di inbound email marketing.

Spamtrap

Con i termini “spamtrap” o “honeypot” si intendono quelle caselle di posta elettronica che all’apparenza non si differenziano da quelle normali (anzi, a volte si tratta di caselle postali in disuso che vengono riutilizzate), ma che in realtà sono state create appositamente per rilevare indirizzi email che inviano posta indesiderata. Le spamtrap vengono utilizzate dai fornitori di blacklisting e rilevano soprattutto mittenti che inviano comunicazioni non desiderate a utenti che non hanno fornito il proprio consenso: ecco perché finirci dentro ha un impatto altamente negativo.

Come evitare di finire in blacklist

Finora abbiamo parlato di come tecnicamente si finisce in una lista nera. Vediamo ora come evitare di essere inclusi in queste liste e nella cartella spam: nelle prossime righe scoprirai quali buone pratiche seguire e quali comportamenti invece evitare a questo scopo.

Contenuti diversificati

Se hai ricevuto delle email di spam, saprai che i contenuti proposti sono sempre gli stessi, altamente ripetitivi e di scarsa qualità, nonché infarciti di errori. Per evitare che il tuo indirizzo email sia classificato come blacklisted, proponi sempre contenuti di valore ai tuoi utenti.

Uso indirizzo aziendale

Per far sì che il tuo indirizzo non sia classificato come spam, non inviare mai comunicazioni dalla tua email personale: un’azienda dovrebbe piuttosto utilizzare degli indirizzi corporate per apparire affidabile agli occhi degli utenti.


Uso provider certificati

Anche in questo caso la qualità paga. Invia sempre i tuoi messaggi attraverso mail server sicuri di fornitori certificati e affidabili. Non risparmiare su questo aspetto.


Consenso e acquisto di mailing list

Per poter gestire campagne di email marketing di successo è fondamentale ottenere il consenso di tutti gli iscritti al tuo database di contatti, meglio ancora se attraverso double opt-in. Per questo motivo è bene evitare di comprare indirizzi email di utenti che non si sono mai iscritti alla tua mailing list: oltre ad avere conseguenze negative sulle metriche delle tue campagne e ad apparire inaffidabili o sconosciuti agli occhi di chi legge, spesso non sai realmente come questi indirizzi siano stati ottenuti, con implicazioni ovvie per la tua reputazione web.


Non raccogliere contatti online

Anche creare una mailing list includendo indirizzi email trovati pubblicamente su siti web non significa ottenere il previo consenso dell’utente: non è quindi corretto dal punto di vista legale né aiuta a ottenere migliori metriche di email marketing.

email blacklist e strumenti per non finirci in una rappresentazione grafica

Verifica email prima dell’invio

Verificare che il messaggio da inviare sia stato scritto correttamente e non presenti problemi dal punto di vista tecnico è un aspetto importantissimo per evitare l’inclusione in una blacklist. Oltre a realizzare una email di test per verificare contenuti, resa di immagini e link, molti strumenti di gestione email effettuano un controllo antispam per garantire la deliverability di un messaggio.

Puoi effettuare queste due operazioni anche con ActiveCampaign:

opzioni di invio test e verifica antispam in ActiveCampaign per evitare inclusioni in email blacklist

Posso togliermi dalla blacklist?

Essere inclusi in una blacklist non è qualcosa che necessariamente dura per sempre ed è possibile uscirne. In generale è necessario verificare se si è stati effettivamente inclusi in una blocklist e poi richiederne la rimozione. Il processo a volte è questione di poche ore: è sufficiente inoltrare una richiesta a un sito predisposto come reputation center, ad esempio Barracuda.

Come gestire la blacklist in ActiveCampaign

Oltre a testare le campagne che desideri inviare, utilizzare il sistema di verifica di invio delle mail e controllare regolarmente il tasso di consegna, ActiveCampaign ti consiglia altri strumenti per monitorare la deliverability, come ad esempio l’analisi delle sementi, il controllo della reputazione di un IP o un dominio, gli strumenti di scansione dei contenuti e di checkup delle liste nere.

Ora che sai come evitare l’inclusione in una blacklist e come porvi rimedio se il tuo indirizzo vi è già stato incluso, prova subito ActiveCampaign per gestire campagne email affidabili e di successo.